Oasi del Contadino Felice

Sulla cima della montagna vicino alla cittadina di Marsicovetere c’è un luogo magico immerso completamente nella natura dove le uniche compagnie che si trovano sono le dolci asinelle madre e figlia, Natasha e Lulù, la coppia di lupi cecoslovacchi Balto e Axel e la statua che raffigura S. Vitale che si erge su un campo di erbe officinali. Un’oasi naturalistica dove trascorrere una giornata tra le verdi montagne della Basilicata. Oltre al campo di erbe officinali c’è un vecchio casale completamente ristrutturato che offre a chi lo desidera l’esperienza di trascorrere qualche giorno in un’antica casa in montagna.

Il Parco archeologico di Grumentum

L’antico abitato conserva all’interno di un contesto paesaggistico di eccezionale suggestione, i resti di una delle maggiori città romane della Regio III: Lucania et Bruttii.

Il percorso attraversa gli spazi pubblici e privati della città romana, ancora delineati dalla regolarità degli assi stradali antichi. Dal teatro si raggiungono il tempietto italico, la domus con mosaici e, lungo il lastricato della plateia principale, l’area del Foro con gli edifici pubblici, civili e religiosi (Capitolium, Augusteo, Porticus, Curia, Basilica, Terme forensi). Il percorso prosegue poi fino alle Terme maggiori, impianto termale straordinariamente conservato, ricco di lussuosi apparati decorativi (mosaici, marmi d’importazione…), alla basilica di Santa Maria Assunta, che rappresenta la prima cattedrale quando il centro divenne sede vescovile per poi conclude nei pressi del monumentale anfiteatro, uno dei più antichi in muratura a noi noti. Posizionato strategicamente ai margini orientali della collina, si colloca a strapiombo sul Lago di Pietra del Pertusillo, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano a circa 3 Km dal centro urbano di Villa d’Agri. La visita a Grumentum permette di apprezzare appieno la stretta relazione tra archeologia e natura, tra paesaggio e cultura.

Il “Ponte alla Luna” a Sasso di Castalda

Il percorso dei ponti tibetani in Basilicata si trova a Sasso di Castalda dove sulle sponde del “Fosso Arenazzo” si apre sotto ai piedi un suggestivo centro storico. Attraverso le stradine che si diramano tra le caratteristiche abitazioni in pietra del centro storico, si raggiunge la partenza del primo dei ponti tibetani in Basilicata attraverso il quale si giunge alla sponda opposta su un versante caratterizzato da formazioni geologiche caratteristiche. Percorrendo il sentiero lungo la sponda del “Fosso” si supera la cappella votiva e si raggiunge in 15 minuti la partenza dell’impressionante “Ponte alla Luna”.

All’arrivo, dei ponti tibetani in Basilicata, ci attende una sky-walk in vetro sospesa sul ponte e un belvedere attrezzato per rifiatare qualche minuto, ammirando il panorama delle montagne circostanti seduti sugli antichi ruderi.
Percorrendo un breve tratto in discesa sulle scalinate in pietra, si ritorna verso il centro storico passando per la caratteristica chiesetta di San Nicola recentemente restaurata.

Il santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano

Il santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano è il santuario regionale della Basilicata. Si trova nel comune di Viggiano, a 12 km circa dal centro abitato, ed è frequente meta di pellegrinaggi. Eretto presumibilmente nel XIV secolo, nel luogo dove la leggenda vuole il ritrovamento del simulacro della Madonna. La leggenda narra che l’immagine sacra fosse venerata sin dagli albori del cristianesimo nell’antica città di Grumentum; quando questa fu distrutta dai Saraceni, la statua sarebbe stata nascosta in una buca, ancora oggi visibile alle spalle dell’altare maggiore e ritrovata grazie all’apparizione di misteriosi fuochi.
Ogni anno per la festa in onore della Madonna Nera nella prima domenica del mese di maggio la statua viene portata, all’interno di una teca, dal centro di Viggiano al santuario del monte mentre nella prima domenica di settembre, la statua fa il percorso inverso dove rimarrà fino al prossimo anno.

Lago di Pietra del Pertusillo

Questo lago artificiale situato nel territorio dei comuni di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso è nato grazie alla diga nei pressi della località montemurrese “Pietra del Pertusillo”, così chiamata poiché il fiume, in quella zona, passava fra due rocce come se vi fosse un pertugio. Il lago è stato costruito tra il 1957 e il 1962, a sbarramento del fiume Agri, con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, la quale concesse all’ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Basilicata l’esecuzione dei lavori.

Monte Volturino

Il Monte Volturino – il cui nome deriva dal latino vultur – è una cima situata al centro dell’Appennino lucano che s’innalza sino a toccare i 1.836 metri d’altitudine al centro di un vasto ed articolato gruppo montuoso, di cui costituisce la vetta più elevata.
I grandi boschi con i suoi faggi, castagni, cerri, aceri e carpini sono il luogo ideale per fare delle lunghe passeggiate circondate dalla natura; inoltre durante queste occasioni è possibile scorgere uno dei tanti animali che la abitano come i branchi di cavalli che vivono allo stato brado, o magari anche ricci, volpi, faine, scoiattoli e cinghiali. Durante l’inverno i boschi ricoperti di neve offrono un paesaggio quasi magico mentre durante l’estate l’altitudine del monte così fresco è il poste ideale se si vuole fuggire dalla calura della valle.

La Certosa di San Lorenzo a Padula

La Certosa di San Lorenzo è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici.
La Certosa di San Lorenzo accoglie, in alcune delle suggestive celle monacali, la collezione di arte contemporanea, raccolta nel triennio 2002-2004, grazie alle tre edizioni della rassegna internazionale “Le Opere e i Giorni”, ideata e curata da Achille Bonito Oliva. La triennale ha visto la partecipazione di artisti di fama internazionale e la realizzazione di opere ispirate ai seguenti temi: il Verbo, il Precetto e la Vanitas.
La struttura presenta diverse aree che nel corso del tempo sono state restaurate per riportare la certosa al suo antico splendore: il Chiostro della Foresteria, la Chiesa è decorata con stucchi dorati di gusto settecentesco che vanno a sovrapporsi ad una struttura sicuramente trecentesca, la Sala del Capitolo, ricca di stucchi settecenteschi, la Cappella dei Tesoro, che costituiva una sorta di cassaforte dove probabilmente veniva custodito e protetto il ricchissimo arredo della chiesa, la Cappella del Fondatore, la Biblioteca che custodiva decine di migliaia tra libri, codici miniati, manoscritti, di cui in Certosa resta oggi solo una piccolissima parte e lo Scalone Ellittico a doppia rampa, l’ultima opera che i padri riuscirono a vedere realizzata prima delle soppressioni francesi,

I borghi di Marsicovetere

Le antiche origini di Marsicovetere sono testimoniate dai resti di un’antica “civitas”, indicata come “Vestina”, dallo storico romano Strabone, poi distrutta dai romani nel VII secolo. Arroccato su costoni di roccia, in qualunque punto ci si disponga, Marsicovetere rapisce inevitabilmente il visitatore per i suoi panorami intatti che toccano l’anima.

Il suo centro storico, con una storia di duemila anni, è uno dei più caratteristici della Basilicata, con l’aspetto in parte medioevale, strade in pietra e archi, ma anche maestose costruzioni costruzioni posteriori al Quattrocento. Da qui, dal suo borgo antico si gode una grande panoramicità con una vista che abbraccia la media e l’alta Val d’Agri.

Lo sguardo si sofferma sul monte Volturino, da una parte, sulla valle dell’Agri e sui monti della Maddalena fino ai monti di Lagonegro e del Sirino, dall’altra. Così ci si ritrova immersi in atmosfere di rara bellezza da vivere e condividere tra passeggiate, performance sulla neve, visite al patrimonio artistico, storico e culturale che il paese preserva tra chiese, palazzi storici e architetture di forte interesse, come la torre dell’antico castello medioevale.

Impianti Sciistici “Montagna Grande di Viggiano” e il Museo del Lupo

Durante la stagione invernale l’impianto sciistico del Monte di Viggiano apre al pubblico le sue piste offrendo sia lezioni per i bambini che piste più difficili per chi ha più esperienza. E per chi desidera gustare un pranzetto del luogo ad attenderli c’è la Tana del Lupo un piccolo ristorante vicino al Museo del Lupo per conoscere l’animale che vive su queste montagne.

Il museo è situato lungo la strada del santuario della Madonna di Viggiano in piena faggeta e nelle immediate vicinanze delle piste da sci, ed è gestito da guide escursionistiche, turistiche ed esperti faunisti.
Al suo interno è possibile osservare la fauna locale e ricevere informazioni su aspetti ecologici ed ecologici della fauna e flora locale oltre agli itinerari in bosco.

Massiccio del Sirino

Il Monte Sirino è il luogo ideale per attività all’aria aperta quali escursionismo, equitazione, ciclismo, canyoning e rafting. Durante una visita al Lago Sirino è d’obbligo fare una tappa al Micromondo, un percorso tematico e museo interattivo sulla Geologia. Prendendo la funivia si viene portati in cima al monte dove si ha la possibilità di vedere all’orizzonte Maratea che si affaccia sul Mar Tirreno.

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