Home » Non categorizzato » La Terra dei boschi

Blog

La Terra dei boschi

4 Feb 2019
La Basilicata conosciuta anche con il nome di Lucania, è la Terra dei boschi.

Contraddistinta da una natura straordinariamente viva e lussureggiante è sopravvissuta incontaminata dall’ultima glaciazione. Incastonata fra due mari, solcata da cinque fiumi, segnata tra frontiere di verde e da una memoria profonda e sofferta, immortalata nel libro più famoso del medico scrittore e artista Carlo Levi che in Cristo si è fermato ad Eboli è testimone della presenza di un altro tempo all’interno del nostro tempo 

   “Sono figlio della terra terra e del cielo stellato”

dicevano più di 2500 anni fa gli allievi di Pitagora a Metaponto, cuore della Magna Grecia.

La Lucania ha ospitato Pitagora e la sua scuola filosofica, ha dato i natali ad Orazio, a Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli, Albino Pierro, e alla leggendaria poetessa Isabella Morra che nella prima metà del XVI secolo illuminò il panorama letterario italiano. La loro vita, le loro opere e la loro memoria sono impresse per sempre fra le pietre, i boschi e le acque di questa terra.

Fin dall’antichità più remota, la valle dell’Agri è stata un punto di collegamento tra la costa Jonica e il vicino Vallo di Diano. Imrapporti etnico-culturali fra le popolazioni di queste tre aree abitate fin dal Neolitico sono testimoniati dai reperti che sono conservati nel Museo Nazionale di Grumentum. La città fu fondata nel III secolo a.C., subito dopo il periodo delle guerre tra lucani, popoli italici e romani.
 

L’antica Grumentum, all’incrocio tra la Via Herculea che andava da Venosa ad Heraclea e la strada per Nerulum, sulla costa tirrenica determinano una posizione strategica per il controllo del territorio. Oggi le sue vestigia sopravvivono nel Parco Archeologico dove sono ben visibili il Foro, la Basilica, la Fontana Ninfeo, i Templi, un complesso termale, Domus con mosaici e il Teatro, che durante l’estate si anima in una suggestiva rassegna  I Teatri di Pietra. L’’anfiteatro, i cui resti si possono ammirare nel cuore della valle, in primavera prati infiniti di papaveri rivestono di rosso l’anello che scivola sul declivio della collina dinanzi alle vette dei monti Volturino, Montagna Grande di Viggiano, Alpi e Raparo.
Seguendo lo scorrere del fiume Agri, superata la Murgia di S. Oronzio dove la valle si stringe fra due speroni rocciosi che segnano il passaggio ad un altro scenario. E fra il paesaggio lunare di creste e di calanchi sorge Aliano.
Luogo amato da Carlo Levi e descritto in modo affascinante nel famoso libro Cristo si è fermato ad Eboli. E fra quelle argille deserte, nell’immobilità secolare del mondo contadino, Levi ha conosciuto un’ altro tempo. … dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania.
Cristo non è mai arrivato qui, nè vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra cause e gli effetti, la ragione e la Storia….

Abbarbicato sul crinale di un monte fatto di sabbia e di argilla, sorge l’antico abitato di Tursi arso e solitario, immortalato nei versi di Albino Pierro, unisce l’antica Tursi ad un’altro centro che per tutto il Medioevo le contestò il primato, Anglona, oggi documentato solo dal superbo santuario del 1080 che si erge a breve distanza dalla sommità di un colle.
La storia di questi due insediamenti e delle rispettive cattedrali ha inizio in un tempo remoto.
Emozionante la visita a Craco, il paese fantasma abbandonato negli anni ’60, immortalato nel film Passion di Mel Gibson, e la città bianca di Pisticci, scenario di uno degli appuntamenti estivi del Lucania Film Festival. Ed infine Matera, la città eterna, testimonianza di storie ed umanità. Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il 17 ottobre 2014 è stata nominata Città della Cultura 2019
Matera è la città dei Sassi, Capitale della cultura 2019
Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso gli oltre 10.000 anni di storia. Il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono i Sassi.
La citta si distende sui declivi di due valli profonde scavate dalla natura nel tufo seguendone la forma e la pendenza, chiamate Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Sulla sommità della Civita, come su una acropoli si erge la città alta dominata dalla maestosa Cattedrale di pietra calcarea. I tanti pregevoli monumenti, che rappresentano e testimoniano le numerose sovrapposizioni di secoli e di arte; dal romanico al gotico, dal rinascimento al barocco fino la neoclassicismo, anche se notevoli, risultato in secondo piano se paragonati alla struttura urbanistica naturale della città. I Sassi, con i suoi giardini di pietra, gli ipogei, le innumerevoli chiese rupestri scaglionate nei fianchi della Gravina, nonché i dintorni, con le fortificazioni a trincea, con le capanne, gli osservatori astronomici ed i sepolcri di Timmari rappresentano una rarità e una realtà in rapporto al recupero degli ecosistemi urbani  e di salvaguardia del paesaggio

 

 

Articolo a cura di:

nuvolina

Titolare presso "Il Querceto"

Ti è piaciuto questo articolo?
Condividilo!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PRENOTA ORA IL TUO SOGGIORNO
ALL'AGRITURISMO BIOLOGICO IN BASILICATA

Verifica Disponibilità