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Querceto – Sorgente Copone

Gli Itinerari dell'Agriturismo Il Querceto

L’escursione comincia dall’Azienda agricola Il Querceto, attraversando il bosco di querce che lambisce il Centro Agrituristico. Si prosegue attraversando il frutteto biologico con mele di varietà Red Delicius e Golden recentemente arricchito da varietà autoctone.In cima al meleto si prosegue per il sentiero principale che attraversa il querceto in un percorso suggestivo ricco di numerose piante spontanee Biancospino, Rosa Canina, Prugnolo, (…)

In primavera il bosco è un’esplosione di ciclamini, ginestre, e numerosissime orchidee. Si raggiunge in pochi minuti una radura dove nel centro domina una spendido esemplare di quercia e nella sua maestosità si intravede una delle vette del Monte Volturino “La Torre” e la costa di Roberto caratterizzata da curiose pieghe modellate in strati di rocce sedimentarie. Sulla sinistra, in posizione dominante, un casale in pietra e malta primo insediamento aziendale risalente al 1700.

Nelle vicinanze un’antica calcara testimonia la lavorazione della calce servita alla costruzione della masseria. Poco più sopra scorre un torrente, alimentato dalla sorgente.Il sentiero prosegue nel bosco che in alcuni tratti si apre mostrando rocce calcaree di notevole dimensione, per un breve tratto costeggia la strada, poi piega sulla destra raggiungendo l’antico tratturo della Civita di Marsicovetere.

Arrampicandosi lentamente verso la brulla collina tondeggiante, scorgerete sulla destra uno sperone roccioso “il nido dell’Aquila” ed esemplari rari di leccio adattati al clima montano. In basso un canyon roccioso eroso dal vento e dallo scorrrere insistente del torrente Iome separa l’abitato di Marsicovetere “il paesino delle nuvole” e l’antica rupe che si staglia a 1100 metri. Si prosegue in direzione del cucuzzolo della Civita, un tempo abitata da primitive popolazioni. Le origini dell’insediamento risalgono al periodo del Neolitico: da esso fino all’Età del Bronzo, è accertata l’esistenza di una “civitas” con caratteristiche di fortificazione, visibile è la conca in terra denominata poi “Tuppo di San Nicola” che Strabone indicava con il nome di ” Vertina”.

Lo spettacolo è stupefacente, la montagna si scompone in colline tondeggianti ed una distesa di cardi e spine violace dominano la valle dell’Agri. Si intravedono pecore e capre al pascolo ed alcuni gruppi di mucche podoliche rompono il silenzio con il suono vibrante dei campanacci. Comincia la discesa verso la sorgente, si raggiunge una boscaglia con macchie di ginestra, biancospino e rovi poi la vecchia strada brecciata perimetrata da antiche mura fino a raggiungere un rudere che costeggia la strada rotabile.

Proseguite verso destra sulla strada rurale che dopo una breve salita ridiscende fino ad piccolo ponte che attraversa il torrente Iome. Alla vostra destra c’è una insolita pineta e la strada raggiunge la sorgente Copone. Un vecchio noce ed una casupola costruita malamente riparano la fonte anticamente dalle sette cannelle che oggi hanno dato posto ad un lavatoio. L’acqua è freschissima e purissima, la sorgente conosciuta per le proprietà oligominerali scorre incessantemente. Siamo a 1000 metri di quota!

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